Il percorso è stato lo stesso della ciaspolata di due settimane prima, ma le differenze si sono fatte sentire. Prima di tutto la temperatura, sabato al rientro (ore 21,00 circa) ai 1480 m s.l.m. del Camussot c'erano +5 °C contro i -8° del 22 gennaio.
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7 feb 2011
17 gen 2011
Ciaspolata notturna a Balme, Sentiero Natura
Le escursioni notturne possiedono sempre un'atmosfera magica dovuta al profondo silenzio, al buio che mette in difficoltà la nostra vista rendendo così più svegli gli altri nostri sensi, come l'udito, oppure ci fa notare aspetti del mondo che di giorno non notiamo. Se poi aggiungiamo la luce fredda ed elegante della luna il mix è perfetto.La ciaspolata sarà su un percorso ad anello semplice che attraversa boschi, borgate silenziose e pascoli innevati.
Come l'anno scorso al termine dell'escursione il ristorante del Camussot preparerà, per chi lo vorrà, un ottima cena risoratrice per concludere in allegria la serata.
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4 gen 2011
Ciaspolata colle S. Giacomo di Moia - 9 gen. 11
Valle Tesso
Accesso stradale
Da Lanzo seguire le indicazioni per Chiaves, dalla piazza centrale proseguire verso monte, quindi girare a destra per Fontana Sistina o a sinistra per il colle della Croce, a seconda del punto di partenza .
Visualizza l’accesso stradale su Google MapsRitrovo
9 gen. 11 ore 09:00 parcheggio stazione di Lanzo a 515mPeriodo di fattibilità
dicembre - marzo (tutto il resto dell'anno senza ciaspole)Descrizione della passeggiata
Fontana Sistina (1100m) - colle S. Giacomo (1450m)
Tempi: in salita 01:30h, in discesa 01:30h
Dislivelli: in salita 350m, in discesa 350m
Difficoltà: E
Semplice ciaspolata ad anello in salita sul sentiero dei 3 Rifugi (3 R), in discesa su strada strerrata innevata. In caso di buone condizioni di innevamento si può optare anche per l'anello con partenza dal colle della Croce. Il pranzo al sacco è previsto nei pressi della borgata di S. Giacomo di Moia.
Ciaspolata colle S. Giacomo di Moia - 9 gen. 11
Valle Tesso
Accesso stradale
Da Lanzo seguire le indicazioni per Chiaves, dalla piazza centrale proseguire verso monte, quindi girare a destra per Fontana Sistina o a sinistra per il colle della Croce, a seconda del punto di partenza .
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Ritrovo
9 gen. 11 ore 09:00 parcheggio stazione di Lanzo a 515m
Periodo di fattibilità
dicembre - marzo (tutto il resto dell'anno senza ciaspole)
Descrizione della passeggiata
Fontana Sistina (1100m) - colle S. Giacomo (1450m)
Tempi: in salita 01:30h, in discesa 01:30h
Dislivelli: in salita 350m, in discesa 350m
Difficoltà: E
Semplice ciaspolata ad anello in salita sul sentiero dei 3 Rifugi (3 R), in discesa su strada strerrata innevata. In caso di buone condizioni di innevamento si può optare anche per l'anello con partenza dal colle della Croce. Il pranzo al sacco è previsto nei pressi della borgata di S. Giacomo di Moia.
Tempi: in salita 01:30h, in discesa 01:30h
Dislivelli: in salita 350m, in discesa 350m
Difficoltà: E
Semplice ciaspolata ad anello in salita sul sentiero dei 3 Rifugi (3 R), in discesa su strada strerrata innevata. In caso di buone condizioni di innevamento si può optare anche per l'anello con partenza dal colle della Croce. Il pranzo al sacco è previsto nei pressi della borgata di S. Giacomo di Moia.
20 dic 2010
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3 apr 2010
Sistina – Marsaglia – Salvin
Sopralluogo per vedere le condizioni del sentiero per la gita in programma domenica prossima 11 aprile (iscrivetevi numerosi). La partenza è qualche curva dopo la fontana Sistina, per immettersi sul sentiero 3 Rifugi (3 R) lasciandolo poi per visitare la borgata di Marsaglia e raggiungendo il rifugio Salvin. La pista è sempre ben tracciata, senza difficoltà e in gran parte può definirsi una strada forestale.
Questi luoghi, oggi deserti e selvatici, offrono al camminatore attento diversi spunti di riflessione sulle attività e sull'uso che in passato si faceva del territorio, quando erano popolati almeno da aprile ad ottobre. Si attraversano diverse borgate, più o meno abbandonate, circondate da terrazzamenti che, attenuando la pendenza, consentivano la coltivazione. A volte però si incontrano ricoveri ottenuti sotto le rocce (barme) oppure edifici che utilizzano i roccioni come pareti (è il caso della cà dou magu). Tra i boschi si alternano invece betuleti, che probabilmente hanno occupato gli spazi di vecchi pascoli, e faggete in cui si possono osservare esemplari ultracentenari con diametri di grandi dimensioni. Sicuramente la faggeta è il mio bosco preferito, per l'eleganza dei tronchi lisci e grigi, ma anche per la pulizia del sottobosco soffocato dalla fitta copertura fogliare.
“Inoltrarsi in una foresta di faggi è come penetrare in una gigantesca moschea dai tronchi simili a colonne...”Alfredo Cattabiani, Florario, Mondadori
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1 apr 2010
"Ok, torniamo indietro!"
Con Paolo se ne parlava dall'inizio dell'inverno: "andiamo fino al colle del Nivolet, tu con le ciaspe ed io con gli sci". Rimandando più volte domenica sarebbe stata la giornata in cui entrambi eravamo liberi e con altri amici siamo partiti alla volta di Ceresole Reale. Purtroppo le previsioni scrivevano di vento forte in montagna ed infatti già da Torino si poteva osservare la tipica "cuffia" di nuvole e neve alzata che aleggiava sopra le creste di confine. Nel tragitto in macchina abbiamo pensato ad un itinerario alternativo, più in basso, magari la Cialma che però è già stata fatta tantissime volte da Paolo. Si decide di provare ugualmente, anche perché c'era la speranza che il vento calasse. Il percorso è quello della strada che d'estate è asfaltata ed era quindi semplice e piacevole avanzare. Superate le case di Chiappilli di sopra il vento si è fatto però sempre più forte e siamo costretti ad avanzare con il cappuccio della giacca chiuso fermandoci quando le raffiche più forti facevano perdere l'equilibrio sbattendoci in faccia la neve. Alzati di quota la visuale migliorava gradualmente sia sul dolce fondovalle che sulle maestose montagne che caratterizzano il versante piemontese del Parco del Gran Paradiso e la sensazione di magia dell'alta montagna innevata cresceva dentro di me. A poco a poco sono scomparse le tracce degli escursionisti e sci alpinisti partiti prima di noi che hanno deciso di rientrare viste le condizioni. Ad una sosta, mentre io mi rendevo conto di avere metà barba ghiacciata, ci siamo interrogati sul da farsi: rendendoci conto che il colle non sarebbe stato raggiungibile, abbiamo puntato ad arrivare almeno al lago del Serrù, a cui non manca molto. Abbiamo continuato quindi, studiando bene il percorso per evitare zone potenzialmente pericolose per le valanghe (una piccola recente era visibile vicino alla strada). Alla fine uscendo in punto più aperto il vento e la neve iniziavano a farci perdere l'equilibrio e ci obbligavano a fermarci continuamente: "Ok, torniamo indietro!", non c'è bisogno di dire altro.
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14 mar 2010
Riassunto delle ultime escursioni in calendario effettuate
Scrivo un unico post per raccontare l'ultimo mese di silenzio che per quanto riguarda me è stato piuttosto pieno, tant'è che non sono riuscito ad aggiornare il blog (mea culpa).
Il 13 febbraio ho effettuato la ciaspolata da Ala di Stura a Pian Attia nonostante ci fossero solo 3 partecipanti, però mai come quel week end il detto "pochi ma buoni" è stato così veritiero... e poi c'era un gran sole! Con passo tranquillo siamo risaliti lungo la strada innevata chiacchierando e osservando il panorama che si apriva davanti a noi. Dopo un veloce spuntino a pian Attia il gruppo ha deciso di non salire fino all'alpe, ma percorrere un pezzo del Sentiero Balcone in direzione di Balme: purtroppo ci siamo fermati in prossimità del rio Chianale dove i segni delle valanghe dello scorso anno rendevano poco sicuro il procedere a causa dell'assenza di un sentiero chiaro e la presenza di numerosi alberi abbattuti ad ostacolare il passaggio. Poco male, le gambe erano soddisfatte della gita fatta.
Il 13 febbraio ho effettuato la ciaspolata da Ala di Stura a Pian Attia nonostante ci fossero solo 3 partecipanti, però mai come quel week end il detto "pochi ma buoni" è stato così veritiero... e poi c'era un gran sole! Con passo tranquillo siamo risaliti lungo la strada innevata chiacchierando e osservando il panorama che si apriva davanti a noi. Dopo un veloce spuntino a pian Attia il gruppo ha deciso di non salire fino all'alpe, ma percorrere un pezzo del Sentiero Balcone in direzione di Balme: purtroppo ci siamo fermati in prossimità del rio Chianale dove i segni delle valanghe dello scorso anno rendevano poco sicuro il procedere a causa dell'assenza di un sentiero chiaro e la presenza di numerosi alberi abbattuti ad ostacolare il passaggio. Poco male, le gambe erano soddisfatte della gita fatta.
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3 feb 2010
Report Notturna del 30 gennaio
Anche questa ciaspolata è andata piuttosto bene, nonostante il termometro sia andato sotto i -10° e le raffiche di vento. La luna piena ci ha illuminato il cammino permettendoci di osservare il panorama delle montagne intorno al piano.
Di seguito il link al post che Beppeley ha scritto sul blog Camosci bianchi sull'escursione. Non aggiungerei altro visto che Beppeley ha usato delle parole magnifiche.
Leggi il post di Beppeley
a presto
Andrea
Di seguito il link al post che Beppeley ha scritto sul blog Camosci bianchi sull'escursione. Non aggiungerei altro visto che Beppeley ha usato delle parole magnifiche.
Leggi il post di Beppeley
a presto
Andrea
30 gen 2010
Salita a Superga
27/01/2010. Quando si cammina in un bosco poco dopo la fine di una nevicata, con il sole che fa capolino tra le nuvole sembra di trovarsi in un luogo magico. Il sole accende i rami imbiancati che si contrappongono al blu intenso del cielo, il rumore dei passi è poco più di un fruscio mentre tutto cerca di scrollarsi il nuovo peso giunto nella notte.
Io non smetto di guardarmi intorno come se gli alberi a me familiari non fossero più tali. Ma è un momento veloce, il sole si alza ancora di più sciogliendo rapidamente la neve, ma non ovunque così che a metà giornata si alternano zone ghiacciate a zone secche.
Il bello è che a volte non c'è bisogno di andare lontano per provare tutto questo.
Andrea
Io non smetto di guardarmi intorno come se gli alberi a me familiari non fossero più tali. Ma è un momento veloce, il sole si alza ancora di più sciogliendo rapidamente la neve, ma non ovunque così che a metà giornata si alternano zone ghiacciate a zone secche.
Il bello è che a volte non c'è bisogno di andare lontano per provare tutto questo.
Andrea
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24 gen 2010
Balme - Pian Gioè
Ho conosciuto la zona in autunno quando il rosso delle piante dei mirtilli si contrappone al giallo dei larici e al verde dei rododendri ed è stato come scoprire un paradiso nascosto. Oggi sono tornato con amici che mi chiedevano di fare una ciaspolata in un luogo poco frequentato.
Il percorso fino agli alpeggi della Cumba è ben pestato anche perchè lì vicino c'è il pilone dedicato a S. Pancrazio da cui si può godere di una superba visuale dall'alto dell'abitato di Balme.
Sorpassate le baite, tra le quali se ne nota una costruita con una vera e propria prua verso monte a sfidare la forza delle valanghe, abbiamo seguito la traccia lasciata da due sci-alpinisti tra una fitta vegetazione di ontani verdi (dròsa) con qualche traverso che ostacola la progressione delle ciaspe, soprattutto con la neve ancora molto farinosa e poco coerente.
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18 gen 2010
Report. Sentiero Natura, Balme - 16 gennaio
Il percorso era in più tratti ancora da battere, oltre 60 cm di neve, ma il tempo è stato clemente: temperatura accettabile e sole, che però piano piano si è velato. Il gruppo è sempre stato di buon umore e anche chi indossava le ciaspe per la prima volta non ha avuto problemi.
Ringrazio tutti e spero di vedervi alle prossime escursioni.
Buona neve!
Andrea
P.S.
Chi avesse delle foto che ha piacere di pubblicare sul blog me le mandi via email.
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12 gen 2010
Balme - Pian della Mussa al chiaror di luna, sabato 30 gennaio
La grande classica delle ciaspolate nelle valli di Lanzo, con partenza dalla nuova pista di pattinaggio di Balme fino al Pian della Mussa. Con le racchette si potrà gustare il mondo notturno della montagna innevata, rimanendo allo stesso tempo affascinati dal gioco d'ombre della luna piena.
Al termine dell'escursione sarà possibile cenare presso lo storico ristorante-albergo Camussōt, previa prenotazione.
Località di ritrovo: Balme (TO), di fronte all'albergo-ristorante camussōt, via Capoluogo 21.
Accesso stradale: entrati in Balme lasciare l'auto presso il parcheggio in Centro al paese o di fronte alla pista da sci e risalire a piedi il paese fino a incontrare l'albergo Camussōt.
Orario: Ritrovo alle 18.00, ritorno previsto per le 21,30
Dislivello: circa 400 m.
Difficoltà: E.
Attrezzature indispensabili: Racchette da neve e bastoncini (noleggiabili), scarponcini pesanti impermeabili, ghette, guanti e cuffia, giacca a vento, zainetto, thermos con bevanda calda, portare una pila frontale o lampada per la notturna.
Tariffe e prenotazioni
Il costo dell'accompagnamento con guida è di 10 € per gli adulti e 5 € per i bambini dai 7 ai 12 anni.
Il noleggio delle racchette da neve più bastoncini presso l'albergo Camussōt è di 6 €.
La prenotazione è obbligatoria: andrea.mantelli@gmail.com, 333 7574567
Al termine dell'escursione sarà possibile cenare presso lo storico ristorante-albergo Camussōt, previa prenotazione.
Località di ritrovo: Balme (TO), di fronte all'albergo-ristorante camussōt, via Capoluogo 21.
Accesso stradale: entrati in Balme lasciare l'auto presso il parcheggio in Centro al paese o di fronte alla pista da sci e risalire a piedi il paese fino a incontrare l'albergo Camussōt.
Orario: Ritrovo alle 18.00, ritorno previsto per le 21,30
Dislivello: circa 400 m.
Difficoltà: E.
Attrezzature indispensabili: Racchette da neve e bastoncini (noleggiabili), scarponcini pesanti impermeabili, ghette, guanti e cuffia, giacca a vento, zainetto, thermos con bevanda calda, portare una pila frontale o lampada per la notturna.
Tariffe e prenotazioni
Il costo dell'accompagnamento con guida è di 10 € per gli adulti e 5 € per i bambini dai 7 ai 12 anni.
Il noleggio delle racchette da neve più bastoncini presso l'albergo Camussōt è di 6 €.
La prenotazione è obbligatoria: andrea.mantelli@gmail.com, 333 7574567
10 gen 2010
Pian d'Attia, finalmente tanta neve!
Pian d'Attia (1382 m) sarà la meta della ciaspolata in calendario il 13 febbraio o meglio l'obiettivo minimo perchè se ci saranno gambe buone l'idea è quella di raggiungere l'Alpe d'Attia a 1740 m.
Il percorso da Ala di Stura (TO) può svolgersi sul sentiero che taglia i tornanti della strada che raggiunge il piano oppure, optando per una racchettata morbida, si può seguire la larga carreggiabile che permette di camminare comodi senza grandi pendenze. Il versante è assolato e boscoso, ma sono presenti antiche borgate e pascoli dove si apre un bel panorama: insomma tutto quello che serve per una bella gita.
10 gennaio mattina. Giungo in paese con gli ultimi fiocchi di un'abbondante nevicata e a parte le strade il manto nevoso è intatto così come gli alberi appesantiti. Scelgo di fare un percorso misto sentiero/strada differenziando anche tra la salita e la discesa. Essendo il primo a salire, la pista è ancora da battere e nell'ultimo tratto arrivo a sprofondare fino al ginocchio nonostante le racchette (sulla via del ritorno incrocio altri due escursionisti che mi ringraziano di avergli aperto la via!).
Nel bosco incontro le orme sulla neve di caprioli, di un topolino (o arvicola) e quelli che dovrebbero essere stati i giacigli di una famigliola di cinghiali. Il luogo si trova sotto un grande faggio, che con i suoi rami fitti intercetta più neve di altri alberi, dove si notano chiaramente numerose chiazze con lettiera evidente. Da lì partono cinque o sei serie di tracce verso la parte più fitta del bosco.
Il percorso da Ala di Stura (TO) può svolgersi sul sentiero che taglia i tornanti della strada che raggiunge il piano oppure, optando per una racchettata morbida, si può seguire la larga carreggiabile che permette di camminare comodi senza grandi pendenze. Il versante è assolato e boscoso, ma sono presenti antiche borgate e pascoli dove si apre un bel panorama: insomma tutto quello che serve per una bella gita.
10 gennaio mattina. Giungo in paese con gli ultimi fiocchi di un'abbondante nevicata e a parte le strade il manto nevoso è intatto così come gli alberi appesantiti. Scelgo di fare un percorso misto sentiero/strada differenziando anche tra la salita e la discesa. Essendo il primo a salire, la pista è ancora da battere e nell'ultimo tratto arrivo a sprofondare fino al ginocchio nonostante le racchette (sulla via del ritorno incrocio altri due escursionisti che mi ringraziano di avergli aperto la via!).
Nel bosco incontro le orme sulla neve di caprioli, di un topolino (o arvicola) e quelli che dovrebbero essere stati i giacigli di una famigliola di cinghiali. Il luogo si trova sotto un grande faggio, che con i suoi rami fitti intercetta più neve di altri alberi, dove si notano chiaramente numerose chiazze con lettiera evidente. Da lì partono cinque o sei serie di tracce verso la parte più fitta del bosco.
7 gen 2010
Pian Campiglia - Torretta delle Cime (Valchiusella)
Befana 2010.
Le giornate di sole in questo periodo sono piuttosto rare e non potevo proprio starmene davanti alla stufa senza neanche fare due passi.
Trovandomi a Drusacco, Valchiusella, mi sono fatto consigliare un posto per un'escursione veloce. Mi sono quindi diretto verso pian Campiglia, fermandomi solo poco prima con la macchina per il ghiaccio sulla strada.
Dopo aver risalito l'ultima parte di strada, ho sorpassato l'area attrezzata e mi metto a seguire tracce di sentiero quasi inesistenti: leggendo la cartina mi rendo conto che il percorso segue la cresta. Ne approfitto per segnalare le nuove cartine per escursionisti della zona del Canavese della Mu edizioni che non conosevo, ma quella che ho usato mi è sembrata ben dettagliata. Non smetterò mai di sostenere che imparare a leggere bene una mappa è importante come avere una buona preparazione tecnica, fisica o avere il giusto equipaggiamento perché se la rappresentazione è fedele si è in grado di individuare il percorso anche se sul terreno non è molto evidente. Comunque oggi non sarebbe riuscito a perdersi nessuno.
Il percorso è vario: da un bosco di pini si passa ad un affascinante betuleto che più in alto lascia il posto a cespugli di ontano verde e poi più niente. Il fondo invece dapprima pulito si copre di macchie nevose che mano a mano che salgo si fanno più estese e spesse, ma soprattutto ci sono da attraversare parecchie pietraie che con il ghiaccio si fanno insidiose e mi rallentano. Nell'ultimo tratto c'è solo più la neve, poca e crostosa sul versante assolato, più spessa e soffice qualche metro più in là dove le curve di livello sulla cartina paiono spostarsi sull'altra estremità di una "U".
Mi ero proposto di tornare indietro per essere in orario per il pranzo, ma guardando avanti vedevo vicina un'ottima meta ed accelerando il passo ho deciso di continuare. Sono giunto così fino alla Torretta delle cime(1564 m).
Durante tutta la salita il sole era forte e mi riempiva di energia obbligandomi a indossare gli occhiali da sole. Dopo parecchie giornate nuvolose non ero più abituato e la sensazione è stata quasi quella di essere schiacciato da tanta forza.
Le giornate di sole in questo periodo sono piuttosto rare e non potevo proprio starmene davanti alla stufa senza neanche fare due passi.
Trovandomi a Drusacco, Valchiusella, mi sono fatto consigliare un posto per un'escursione veloce. Mi sono quindi diretto verso pian Campiglia, fermandomi solo poco prima con la macchina per il ghiaccio sulla strada.
Dopo aver risalito l'ultima parte di strada, ho sorpassato l'area attrezzata e mi metto a seguire tracce di sentiero quasi inesistenti: leggendo la cartina mi rendo conto che il percorso segue la cresta. Ne approfitto per segnalare le nuove cartine per escursionisti della zona del Canavese della Mu edizioni che non conosevo, ma quella che ho usato mi è sembrata ben dettagliata. Non smetterò mai di sostenere che imparare a leggere bene una mappa è importante come avere una buona preparazione tecnica, fisica o avere il giusto equipaggiamento perché se la rappresentazione è fedele si è in grado di individuare il percorso anche se sul terreno non è molto evidente. Comunque oggi non sarebbe riuscito a perdersi nessuno.
Mi ero proposto di tornare indietro per essere in orario per il pranzo, ma guardando avanti vedevo vicina un'ottima meta ed accelerando il passo ho deciso di continuare. Sono giunto così fino alla Torretta delle cime(1564 m).
Durante tutta la salita il sole era forte e mi riempiva di energia obbligandomi a indossare gli occhiali da sole. Dopo parecchie giornate nuvolose non ero più abituato e la sensazione è stata quasi quella di essere schiacciato da tanta forza.
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28 dic 2009
Ciaspolare ai Monti
Avendo solo un corto pomeriggio a disposizione ho scelto come luogo per sgranchirmi le gambe e smaltire un po' di eccessi natalizi la frazione Monti, sopra Bogliano. Lascio l'auto dove comincia la strada innevata che seguo in direzione Viù . La salita è piacevole, mai dura, immersa in un silenzio assoluto che ogni tanto viene rotto dal passaggio di un aereo. Amo questi luoghi perchè sono pendii e pascoli aperti, con una bella visuale sul fondovalle, sull'inizio della val Grande e della val d'Ala, con squarci che arrivano fino alla pianura del Canavese. In un'oretta di cammino raggiungo il colle che mi permette di mettere il naso nella val di Viù e mi faccio attrarre dalle indicazioni che portano alla Cialmetta alla base dell'Uja di Calcante: il percorso quindi cambia perché entro in un bosco e lascio la strada per seguire la cresta dello spartiacque tra le due valli. I segni rossi sugli alberi mi portano fino alla cappella, ma non posso fermarmi molto perché ormai la luce sta finendo. Ripasso quindi sulle mie orme, ripromettendomi di tornare per fare un anello poiché ho visto che sono segnati altri sentieri che la mia carta non prevede, ma questa volta diversi uccelli rompono il silenzio accompagnandomi fino alla macchina in una situazione di quasi oscurità. Per una volta ho apprezzato la pace rigenerante di una semplice camminata solitaria.
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22 dic 2009
20 dic 2009
Sfidato il grande freddo
Nonostante le temperature siberiane anche questo fine settimana ho organizzato con amici una ciaspolata, ma questa volta sono uscito dalle valli di Lanzo per andare all'Oasi Zegna tra Trivero e la valle Cervo in provincia di Biella nella speranza di trovare un po' di neve....ma anche qui ne abbiamo calpestata al massimo 30 centimetri. Un bel sole ha smorzato almeno in parte l'aria polare con l'effetto di permetterci di compiere una piacevole escursione tra Bielmonte, la Rocca d'Argimonia e l'alpe Moncerchio. Il manto nevoso, costituito da uno strato farinoso incoerente spesso sopra una crosta da vento, era attraversato da numerose impronte di lepre e di ungulati: da lontano alcuni camminamenti erano talmente utilizzati dalla fauna da sembrare il passaggio di escursionisti, traendoci così in inganno. Questa zona permette di godere di un panorama ampissimo su gran parte della pianura piemontese (oggi nascosta dalla nebbia) spaziando dalla linea delle montagne Liguri fino ad arrivare ad ammirare per bene l'imponente massiccio del Monte Rosa e ancora le alpi svizzere e lombarde.
Curiosità: questo territorio è l'habitat dell'iridescente coleottero Carabus olympiae Sella, specie protetta scoperta a metà del milleottocento che vive solo qui (vai all'approfondimento della Regione Piemonte).
Andrea
Curiosità: questo territorio è l'habitat dell'iridescente coleottero Carabus olympiae Sella, specie protetta scoperta a metà del milleottocento che vive solo qui (vai all'approfondimento della Regione Piemonte).
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13 dic 2009
Inizio la stagione "ciaspolante" con la classicissima delle Valli di Lanzo
Per iniziare la stagione e viste le condizioni del tempo abbiamo scelto una gita semplice e dal percorso conosciuto in modo da non sbagliare anche in caso di nuvole basse o tormenta: Pian della Mussa! Itinerario semplicissimo che risale da Balme sul versante opposto a quello della strada che nel periodo estivo porta migliaia di turisti, escursionisti o alpinisti al pianoro, punto di arrivo (per i primi) o di partenza di piacevoli giornate. Ad attenderci una forte nevicata farinosa ed avvolgente che ci imbianca subito le giacche ed i cappelli. Risaliamo lentamente, senza fretta, ricordando la stagione passata quando la neve era alta più di due metri mentre oggi ce n'è appena la quantità giusta per usare le ciaspe.
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21 nov 2009
Sicurezza su terreno innevato
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