refuge du Viso (2450 m) - rifugio Giacoletti (2741 m)
Contro le previsioni, all'alba non piove ancora, anzi ogni tanto si apre uno spiraglio, permettendoci di godere per qualche minuto della punta del Monviso, incorniciato dalle nuvole come in un quadro.
Ci incamminiamo speranzosi; salendo in silenzio verso il colle della Traversette veniamo avvolti da una fitta nebbia, tanto che siamo obbligati a tirare fuori le giacche per non bagnarci di condensa. Dalle indicazioni dateci il giorno prima sappiamo che il buco del Viso si trova dietro un nevaio "a forma di cuore"... ma naturalmente di cuori non ne abbiamo visti! Giunto al colle, con un po' di amarezza, comunico alle mie compagne di avventura dietro di me che non abbiamo trovato il buco e che volendo potremmo attraversarlo al contrario, una volta scesi sul lato italiano. Poi per un paio di minuti le nuvole si aprono, permettendomi di avere una visuale d'insieme del versante e individuare i due probabili nevai che potrebbero nascondere il nostro buco. Ridiscendo in fretta il sentiero, incrociando un gruppo di romani e trovando il tunnel dietro un nevaio di circa 3 metri di spessore: si può passare attraverso il varco tra la neve e la roccia, calandosi un pochettino. Così facciamo. Alla vista del passaggio Antonella e Chiara dapprima sono timorose, ma non appena scendono dentro il buco sono esaltatissime. La lunghezza del buco del Viso è corta, ma richiede l'illuminazione delle pile perché è completamente buio.
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22 ago 2011
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