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3 mag 2010

Galli Forcelli

In quest'ultimo fine settimana, sfidando il tempo, con la sezione del CAI di Ala di Stura siamo andati ad osservare i galli forcelli. Partenza sabato pomeriggio per poter dormire in quota ed essere già vicini alle arene la mattina presto. Salendo ne abbiamo già incontrato uno che ha spiccato il volo quando siamo passati vicino al suo nascondiglio, mentre alcuni caprioli facevano sentire la loro presenza con il loro "rauco abbaiare": presenza di vita in uno scenario grigio e nebbioso.



Domenica sveglia alle 5,30 con un nebbione che non permetteva di vedere oltre i 30 metri, per fortuna si sentiva nitidamente il doppio verso di un gallo forcello vicino all'edificio dove abbiamo dormito. Poco dopo il cielo si è improvvisamente aperto permettendoci di osservarlo bene, ma è stata una questione di pochi minuti perchè a spaventare l'animale ci ha pensato il passaggio di una lepre variabile. I sopralluoghi degli anni passati dei capi gita hanno fatto sì che ci trovassimo nella zona giusta e scrutando intorno con cannocchiali e binocoli abbiamo potuto osservare almeno quattro arene in cui si "fronteggiavano" più di quindici galli forcelli.

10 gen 2010

Pian d'Attia, finalmente tanta neve!


Pian d'Attia (1382 m) sarà la meta della ciaspolata in calendario il 13 febbraio o meglio l'obiettivo minimo perchè se ci saranno gambe buone l'idea è quella di raggiungere l'Alpe d'Attia a 1740 m.

Il percorso da Ala di Stura (TO) può svolgersi sul sentiero che taglia i tornanti della strada che raggiunge il piano oppure, optando per una racchettata morbida, si può seguire la larga carreggiabile che permette di camminare comodi senza grandi pendenze. Il versante è assolato e boscoso, ma sono presenti antiche borgate e pascoli dove si apre un bel panorama: insomma tutto quello che serve per una bella gita.

10 gennaio mattina. Giungo in paese con gli ultimi fiocchi di un'abbondante nevicata e a parte le strade il manto nevoso è intatto così come gli alberi appesantiti. Scelgo di fare un percorso misto sentiero/strada differenziando anche tra la salita e la discesa. Essendo il primo a salire, la pista è ancora da battere e nell'ultimo tratto arrivo a sprofondare fino al ginocchio nonostante le racchette (sulla via del ritorno incrocio altri due escursionisti che mi ringraziano di avergli aperto la via!).



Nel bosco incontro le orme sulla neve di caprioli, di un topolino (o arvicola) e quelli che dovrebbero essere stati i giacigli di una famigliola di cinghiali. Il luogo si trova sotto un grande faggio, che con i suoi rami fitti intercetta più neve di altri alberi, dove si notano chiaramente numerose chiazze con lettiera evidente. Da lì partono cinque o sei serie di tracce verso la parte più fitta del bosco.