
Con la legge regionale 2/2009 il Piemonte aggiunge regole più severe per le attività invernali in montagna allo scopo di aumentare la sicurezza. In particolare le norme più discusse sono quelle, inserite nell'articolo 30, che obbligano tutti coloro che si muovono su terreno innevato al di fuori delle piste o percorsi definiti sicuri dai singoli comuni di "
munirsi di appositi sistemi elettronici di segnalazione e ricerca, pala e sonda da neve per garantire un idoneo intervento di soccorso". Non voglio certamente mettere in discussione l'importanza di muoversi con la maggiore sicurezza possibile in montagna, ma mi rendo conto che prima ancora dei dispositivi di sicurezza bisogna utilizzare le regole del buonsenso. Purtroppo una legge non riesce a tenere conto delle sfumature della realtà che cerca di regolare e in questo caso non riesce nel difficile compito di segnare una linea di confine tra escursioni oggettivamente poco pericolose e le gite di scialpinismo. Questo potrebbe dare la falsa sensazione a chi frequenta la montagna in maniera superficiale di sentirsi al sicuro solo perchè indossa un ARVA oppure tenere alla larga coloro che vorrebbero farsi due passi nella neve, ma non intendono spendere così tanti soldi per comprarsi l'attrezzatura, magari per utilizzarla un paio di volte l'anno.