10 gen 2010

Pian d'Attia, finalmente tanta neve!


Pian d'Attia (1382 m) sarà la meta della ciaspolata in calendario il 13 febbraio o meglio l'obiettivo minimo perchè se ci saranno gambe buone l'idea è quella di raggiungere l'Alpe d'Attia a 1740 m.

Il percorso da Ala di Stura (TO) può svolgersi sul sentiero che taglia i tornanti della strada che raggiunge il piano oppure, optando per una racchettata morbida, si può seguire la larga carreggiabile che permette di camminare comodi senza grandi pendenze. Il versante è assolato e boscoso, ma sono presenti antiche borgate e pascoli dove si apre un bel panorama: insomma tutto quello che serve per una bella gita.

10 gennaio mattina. Giungo in paese con gli ultimi fiocchi di un'abbondante nevicata e a parte le strade il manto nevoso è intatto così come gli alberi appesantiti. Scelgo di fare un percorso misto sentiero/strada differenziando anche tra la salita e la discesa. Essendo il primo a salire, la pista è ancora da battere e nell'ultimo tratto arrivo a sprofondare fino al ginocchio nonostante le racchette (sulla via del ritorno incrocio altri due escursionisti che mi ringraziano di avergli aperto la via!).



Nel bosco incontro le orme sulla neve di caprioli, di un topolino (o arvicola) e quelli che dovrebbero essere stati i giacigli di una famigliola di cinghiali. Il luogo si trova sotto un grande faggio, che con i suoi rami fitti intercetta più neve di altri alberi, dove si notano chiaramente numerose chiazze con lettiera evidente. Da lì partono cinque o sei serie di tracce verso la parte più fitta del bosco.



7 gen 2010

Pian Campiglia - Torretta delle Cime (Valchiusella)

Befana 2010.
Le giornate di sole in questo periodo sono piuttosto rare e non potevo proprio starmene davanti alla stufa senza neanche fare due passi.

Trovandomi a Drusacco, Valchiusella, mi sono fatto consigliare un posto per un'escursione veloce. Mi sono quindi diretto verso pian Campiglia, fermandomi solo poco prima con la macchina per il ghiaccio sulla strada.
Dopo aver risalito l'ultima parte di strada, ho sorpassato l'area attrezzata e mi metto a seguire tracce di sentiero quasi inesistenti: leggendo la cartina mi rendo conto che il percorso segue la cresta. Ne approfitto per segnalare le nuove cartine per escursionisti della zona del Canavese della Mu edizioni che non conosevo, ma quella che ho usato mi è sembrata ben dettagliata. Non smetterò mai di sostenere che imparare a leggere bene una mappa è importante come avere una buona preparazione tecnica, fisica o avere il giusto equipaggiamento perché se la rappresentazione è fedele si è in grado di individuare il percorso anche se sul terreno non è molto evidente. Comunque oggi non sarebbe riuscito a perdersi nessuno.


Il percorso è vario: da un bosco di pini si passa ad un affascinante betuleto che più in alto lascia il posto a cespugli di ontano verde e poi più niente. Il fondo invece dapprima pulito si copre di macchie nevose che mano a mano che salgo si fanno più estese e spesse, ma soprattutto ci sono da attraversare parecchie pietraie che con il ghiaccio si fanno insidiose e mi rallentano. Nell'ultimo tratto c'è solo più la neve, poca e crostosa sul versante assolato, più spessa e soffice qualche metro più in là dove le curve di livello sulla cartina paiono spostarsi sull'altra estremità di una "U".

Mi ero proposto di tornare indietro per essere in orario per il pranzo, ma guardando avanti vedevo vicina un'ottima meta ed accelerando il passo ho deciso di continuare. Sono giunto così fino alla Torretta delle cime(1564 m).
Durante tutta la salita il sole era forte e mi riempiva di energia obbligandomi a indossare gli occhiali da sole. Dopo parecchie giornate nuvolose non ero più abituato e la sensazione è stata quasi quella di essere schiacciato da  tanta forza.


28 dic 2009

Ciaspolare ai Monti


Avendo solo un corto pomeriggio a disposizione ho scelto come luogo per sgranchirmi le gambe e smaltire un po' di eccessi natalizi la frazione Monti, sopra Bogliano. Lascio l'auto dove comincia la strada innevata che seguo in direzione Viù . La salita è piacevole, mai dura, immersa in un silenzio assoluto che ogni tanto viene rotto dal passaggio di un aereo. Amo questi luoghi perchè sono pendii e pascoli aperti, con una bella visuale sul fondovalle, sull'inizio della val Grande e della val d'Ala, con squarci che arrivano fino alla pianura del Canavese. In un'oretta di cammino raggiungo il colle che mi permette di mettere il naso nella val di Viù e mi faccio attrarre dalle indicazioni che portano alla Cialmetta alla base dell'Uja di Calcante: il percorso quindi cambia perché entro in un bosco e lascio la strada per seguire la cresta dello spartiacque tra le due valli. I segni rossi sugli alberi mi portano fino alla cappella, ma non posso fermarmi molto perché ormai la luce sta finendo. Ripasso quindi sulle mie orme, ripromettendomi di tornare per fare un anello poiché ho visto che sono segnati altri sentieri che la mia carta non prevede, ma questa volta diversi uccelli  rompono il silenzio accompagnandomi fino alla macchina in una situazione di quasi oscurità. Per una volta ho apprezzato la pace rigenerante di una semplice camminata solitaria.


21 dic 2009

16 GENNAIO - CIASPOLATA SUL SENTIERO NATURA DI BALME


 Propongo per il pubblico un semplice percorso ad anello che permette di godere di ottimi panorami, ma anche di conoscere la storia del luogo. Sarà possibile ammirare l'abitato di Balme dall'alto, ma anche attraversare antiche borgate ricche di storia come quella de Li Fré e dei Cornetti (il più alto abitato permanente delle vallate di Lanzo): insediamento fondato nel secolo XV da minatori bergamaschi e valsesiani il primo, frazione di allevatori e in passato anche di artigiani il secondo. Si passerà quindi vicino a numerose testimonianze dell'uso di un territorio di alta montagna come gli alpeggi, una miniera abbandonata, una antica ghiacciaia, fontane e cappelle. Il sentiero si snoda in un vallone laterale piuttosto selvaggio che ospita normalmente stambecchi e camosci (può essere utile un binocolo) o aironi che pescano nelle pozze non del tutto ghiacciate. Anche gli ambienti che si attreversano non sono monotoni: dagli stretti vicoli delle frazioni si passa agli ampi pascoli innevati, dalle cascate di ghiaccio del rio Pountàt agli eleganti boschi di larici e di faggi.

20 dic 2009

Sfidato il grande freddo

Nonostante le temperature siberiane anche questo fine settimana ho organizzato con amici una ciaspolata, ma questa volta sono uscito dalle valli di Lanzo per andare all'Oasi Zegna tra Trivero e la valle Cervo in provincia di Biella nella speranza di trovare un po' di neve....ma anche qui ne abbiamo calpestata al  massimo 30 centimetri. Un bel sole ha smorzato almeno in parte l'aria polare con l'effetto di permetterci di compiere una piacevole escursione tra Bielmonte, la Rocca d'Argimonia e l'alpe Moncerchio. Il manto nevoso, costituito da uno strato farinoso incoerente spesso sopra  una crosta da vento, era attraversato da numerose impronte di lepre e di ungulati: da lontano alcuni camminamenti erano talmente utilizzati dalla fauna da sembrare il passaggio di escursionisti, traendoci così in inganno. Questa zona permette di godere di un panorama ampissimo su gran parte della pianura piemontese (oggi nascosta dalla nebbia) spaziando dalla linea delle montagne Liguri fino ad arrivare ad ammirare per bene l'imponente massiccio del Monte Rosa e ancora le alpi svizzere e lombarde.
Curiosità: questo territorio è l'habitat dell'iridescente coleottero Carabus olympiae Sella, specie protetta scoperta a metà del milleottocento che  vive solo qui (vai all'approfondimento della Regione Piemonte).
Andrea


13 dic 2009

Inizio la stagione "ciaspolante" con la classicissima delle Valli di Lanzo

Per iniziare la stagione e viste le condizioni del tempo abbiamo scelto una gita semplice e dal percorso conosciuto in modo da non sbagliare anche in caso di nuvole basse o tormenta: Pian della Mussa! Itinerario semplicissimo che risale da Balme sul versante opposto a quello della strada che nel periodo estivo porta migliaia di turisti, escursionisti o alpinisti al pianoro, punto di arrivo (per i primi) o di partenza di piacevoli giornate. Ad attenderci una forte nevicata farinosa ed avvolgente che ci imbianca subito le giacche ed i cappelli. Risaliamo lentamente, senza fretta, ricordando la stagione passata quando la neve era alta più di due metri mentre oggi ce n'è appena la quantità giusta per usare le ciaspe.